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loscarafaggio

Io sto con Ignazio Marino

diario 29/6/2015

Stanno incazzati neri perché Ignazio Marino ha tagliato le fonti di finanziamento, quel fiume di quattrini che a Roma finanziavano un po' tutti, dalla destra alle correnti (o ai capi corrente) del Pd. Se potessero gli farebbero fare la fine di Giordano Bruno: al rogo in piazza Campo de' Fiori. Ma non possono. E allora si sono inventati il ritornello "si, è onesto, però è ingenuo e inadeguato". Che tradotto significa "è un coglione". Mentre loro, quei gentiluomini di campagna che hanno coperto le più squallide ruberie, loro sarebbero quelli intelligenti, quelli capaci. Che adesso si stanno preparando a regalare la città a qualche demente grillino o a qualche altro losco figuro. O,magari, a quell’Alfio Marchini, fascinoso discendente di una illustre e democratica famiglia di costruttori, il quale rivendica il proprio essere uomo di sinistra ma non disdegna – stando a notizie finora non smentite pubblicate da alcuni giornali – l’appoggio di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

Che poi tutto tornerà come prima

sunset boulevard

diario 18/4/2011

 

Stefania Craxi, una che di funerali politici se ne intende, ha già scritto l’epitaffio: “non era questa l’Italia che sognavo; derisa all’esterno e miserabile al suo interno”. Un epitaffio nobile, una citazione di Giuseppe Garibaldi che sarebbe piaciuta a suo padre. Ma pur sempre un epitaffio.
Amica di Silvio Berlusconi da sempre, Stefania Craxi ha sicuramente tanti difetti ma almeno un pregio: è una che non le manda a dire. Forse perché da sempre è un “cane sciolto”, cresciuta nel mito del padre e basta, tollerata appena dagli ex socialisti ora alla corte di re Silvio. La Craxi non rinnega il legame personale con il premier, anzi lo rivendica per sottolineare che “alle persone a cui si vuole bene le cose vanno dette. Senza ipocrisie e senza infingimenti”. Sembra quasi di rileggere le parole di Veronica Lario nella famosa lettera al Corriere della Sera, quando si rivolgeva alle persone amiche di Berlusconi pregandole di aiutarlo invece che assecondarlo nelle sue follie non solo private.
La figlia di Bettino Craxi, pur edulcorando le sue parole con grandi professioni di stima oltre che di affetto per Berlusconi, non ha dubbi. E’ arrivato il momento che esca di scena. E’ arrivato il momento, dice, “di aprire una stagione nuova. Con idee nuove, uomini nuovi, linguaggi nuovi. Serve generosità, ma il presidente del Consiglio vuole bene a questa nostra Italia”. 
E, infine, la stoccata ai cortigiani: “quanti amici veri ha Berlusconi? Pochi. Quanti gli nascondono la verità solo per tornaconto? Nemmeno può immaginarlo”. E con questo ecco sistemati i laudatores, quelli che rinunciano persino al riporto per compiacere il capo, che senza di lui sarebbero destinati a tornare nel nulla dal quale provengono.
Se l’intervista di Stefania Craxi è il segnale che qualcosa si sta rompendo nel meccanismo messo in piedi da Berlusconi, anche se forse ci vorrà ancora del tempo perché le crepe si allarghino e la costruzione crolli, oggi il vero affondo viene però dal Quirinale che, a giudizio dei pasdaran del Pdl, è ormai il “colle più rosso” della capitale, dal momento che di fronte alla presidenza della Repubblica vi è anche il palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale. Con il suo consueto stile, Giorgio Napolitano è intervenuto con un monito che sa di ultimatum:  «Nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull'amministrazione della giustizia – ha scritto in una lettera indirizzata al vice presidente del Csm Michele Vietti -  si sta toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti».
E, per essere ancora più chiaro ha definito una “provocazione ignobile” i manifesti apparsi nei giorni scorsi a Milano nei quali si paragonano i magistrati alle Brigate rosse. Che altro non erano se non una traduzione in chiaro della frase di Berlusconi sul “brigatismo giudiziario”.
Ce ne sarebbe a sufficienza per chiunque. Ma il premier non è uomo da passi indietro. Forse per un paio di giorni riuscirà a cucirsi la bocca, fingendo di accogliere i consigli dell’amica e il messaggio di Napolitano. C’è da scommettere però che alla prima occasione alzerà nuovamente il tiro mostrando tutto il suo disprezzo per chiunque ritenga essere di ostacolo al suo cammino. Colpi di coda di un uomo ferito che ha ormai imboccato il viale del tramonto.