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loscarafaggio

se torna la Balena bianca

diario 11/7/2011

 

Era proprio quello di cui si sentiva la mancanza in questo finale di una legislatura che oscilla tra il tragico e la farsa e che ricorda fin troppo i primi anni Novanta segnati da Tangentopoli e dalla crisi irreversibile di un sistema politico basato sull’egemonia della Democrazia Cristiana, il partito-stato o la Balena Bianca nella fortunata definizione che ne diede Giampaolo Pansa prima di dedicarsi a al revisionismo storico nei confronti della Resistenza.
La Balena si era spiaggiata nel 1992 sulle secche del Tribunale di Milano, in quelle aule dove uomini che avevano governato per decenni il paese erano chiamati a rispondere di reati comuni. Sembrava l’epilogo di una storia, tanto da far parlare i commentatori di fine della Prima Repubblica. Ma i democristiani sono sempre stati maestri di sopravvivenza e nel corso di quasi un ventennio hanno resistito, si sono mimetizzati in altri partiti, hanno sventolato le bandiere di formazioni nuove nate sulle macerie dei partiti tradizionali, quelli che avevano dato vita a questo paese fin dal dopoguerra. Si sono mimetizzati e hanno atteso con pazienza che i tempi fossero maturi, che il paese si rendesse conto di aver vissuto per molti anni una illusione di cambiamento e modernizzazione, nel sogno di un Eldorado che si è rivelato un incubo.
E oggi sembrano decisi ad uscire allo scoperto, forti anche dell’appoggio della segreteria di Stato vaticana. A quanto ci riferisce il Corriere della Sera ci sarebbe proprio il cardinale Tarcisio Bertone dietro la convocazione nei giorni scorsi di una riunione riservata alla quale hanno preso parte una quarantina di ex democristiani tra i quali Beppe Pisanu del Pdl e Giuseppe Fioroni del Pd, Cesa, Buttiglione e Binetti dell’Udc, Bonanni della Cisl e Savino Pezzotta, ai quali si sono aggiunti rappresentanti di Acli, Movimento Cristiano lavoratori, Agesci, Cooperative bianche, del terzo settore e anche della Compagnia delle opere, cui fa riferimento Comunione e Liberazione. All’ordine del giorno, scrive il Corriere, “il tema della formazione di un nuovo partito cattolico, un Ppe nazionale, o la possibilità di organizzare un fronte politico trasversale a sostegno dei valori cattolici”. Sulla scia, quindi, dei recenti appelli del Papa ai cattolici per sollecitarne l’impegno in politica.
Se l’iniziativa – osteggiata dal cardinale Bagnasco, presidente della Cei – avrà un seguito si saprà ai primi di agosto, quando è stata convocata una nuova riunione nella sede romana di Confcooperative. Intanto, però, una cosa è chiara. L’era Berlusconi è ormai al termine e i giochi per la successione al governo del paese sono cominciati.