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loscarafaggio

la Banda Bassotti ci riprova

diario 19/4/2011

 

Eccoli di nuovo all’opera, con l’aria furbetta di chi pensa di essere riuscito ancora una volta a fregare gli italiani. Questa volta la Banda Bassotti che sostiene di governare il paese ha avuto la geniale pensata di farci sapere che sarebbe intenzionata a fermare il programma di costruzione delle nuove centrali nucleari. Il decreto omnibus all’esame del Senato contiene una norma che prevede l’abrogazione delle disposizioni che prevedono la realizzazione di tredici centrali. Con il che diventerebbe inutile il referendum del 12 giugno che, a questo punto sarebbe cassato.
Una buona notizia, sembrerebbe. E invece no: i Madoff di Palazzo Chigi ci stanno provando ancora.
Poiché purtroppo si continua a parlare di Fukushima, dove nonostante i tentativi delle autorità giapponesi di mettere il silenziatore, le cose vanno decisamente male, gli italiani potrebbero essere tentati, per la seconda volta, di votare si al referendum e mettere una pietra tombale sulla questione.
Quindi che facciamo? si sono chiesti Pietro Gambadilegno e i suoi complici. Semplice, eliminiamo il programma nucleare, evitiamo il voto popolare e tra un anno, quando magari le acque si saranno calmate e il disastro giapponese sarà solo un ricordo (che certamente non sarà tenuto vivo dalle tv di proprietà o controllate dal premier) ripresentiamo tutto come se niente fosse e freghiamo gli italiani.
Ma non solo: i geni della truffa si sa pensano in grande. Il referendum sul nucleare è di sicuro quello di maggior impatto emotivo. Se resta in piedi può fare da traino anche agli altri, i due sulla privatizzazione dell’acqua e soprattutto quello sul legittimo impedimento. Sta a vedere che con questa mossa è la volta buona che riusciamo a far mancare il quorum.
All’orizzonte ci sono due scadenze importanti, le elezioni amministrative e i referendum. Alle prime lo stesso Berlusconi attribuisce una valenza politica nazionale. I secondi, soprattutto per via del quesito sul legittimo impedimento ce l’ha obiettivamente. Se la maggioranza degli italiani votasse per l’abrogazione sarebbe uno schiaffo in faccia assestato a colui che del consenso popolare fa vanto, usandolo come schermo per giustificare ogni nefandezza della “sua” (in tutti sensi) maggioranza parlamentare. E, probabilmente, a questo punto il presidente della Repubblica dovrebbe prendere atto che nel Paese esiste una maggioranza diversa e sciogliere le Camere.
Chi ha qualche dubbio se andare a votare o in gita al mare ha buoni motivi per scegliere la prima opzione. Non facciamoci imbrogliare ancora una volta, mandiamoli a casa.