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loscarafaggio

storia di L. che poteva essere felice

diario 22/5/2011

 

Fine pena 2025.
Non ha commesso reati, ma un giudice ha deciso che L. debba restare agli arresti. Quattro anni li ha già scontati, gliene restano altri 14, fino al 2025 quando avrà 18 anni e potrà finalmente uscire dalla Casa famiglia che, si far dire, lo ospita.
Eppure L. potrebbe essere felice, come sarebbe suo diritto.
Due anni fa ha incontrato in istituto una coppia. Persone per bene che in breve tempo si sono “innamorate” e hanno cominciato a frequentare la Casa famiglia ogni volta che potevano. Tra i tre si è creato un legame profondo. Bisogna averli visti assieme per capire. Una bella favola che è piaciuta anche agli assistenti sociali i quali hanno preso carta e penna e scritto al giudice competente per consigliare l’affido di L., sul quale, va detto, è d’accordo anche la madre naturale, una ragazza straniera che non è in grado di provvedere da sola al bambino.
Ma il giudice ha detto no: il bambino a quei due proprio no. E, senza perdere tempo, ha chiesto al pubblico ministero un parere per strappare L alla mamma e darlo in adozione. E quando il pm ha risposto picche, ha deciso che il piccolo doveva restare in istituto, senza poter vedere né la madre né la coppia che lo avrebbe voluto in affidamento.
Sono passati mesi, ormai, e L. è ancora lì, senza capire perché da un giorno all’altro tutti si siano dimenticati di lui.
La storia di L l’ha raccontata, con grande coraggio, Elsa Di Gati che, assieme a suo marito, è tra i protagonisti della storia. L’ha raccontata perché non si arrende e perché non capisce per quale motivo per un giudice L deve crescere in un istituto piuttosto che in una famiglia.
Una risposta forse l’ha fornita una inchiesta pubblicata da Repubblica: per ogni bambino ospite, le Case famiglia percepiscono una retta mensile che varia da un minimo di 2100 euro ad un massimo di 3600. In un anno significa tra i 25 mila e i 36 mila euro. Soldi pagati dai contribuenti e sui quali non esistono controlli.
C’è da stupirsi se L non è felice?