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Coso

Mi viene incontro spalancando la bocca in un sorriso a quattro denti. “’Nvedi chi cc’è. Da mo’ che nun se vedemo…..”. Mi guardo attorno per essere sicuro che stia dicendo proprio a me. Non ci sono dubbi, in giro non c’è nessun altro.

“Come stai? Te trovo bene, nun sei invecchiato pe’ gnente, sempre ‘n figurino…”.

Io sono sicuro di non averlo mai visto, ma il suo tono non ammette dubbi: “Aho, mica me dirai che nun me riconosci… So’ Coso…”. Non dice il suo nome, è Coso.

“Io invece t’ho riconosciuto subbito”, insiste mollandomi una pacca sulla spalla.

“E a casa tutti bene?” rilancia. Dalla mia espressione capisce di aver toccato un tasto sbagliato. “Si, c’hai ragione, mejo nun parlanne. Io pure c’ho certi cazzi,,,!”. Cambia discorso: “e Coso l’hai più incontrato? Coso, quello che c’aveva er negozio…”. Quale negozio e dove non lo saprò mai, né chi sia quest’altro Coso. Anche se lui si prodiga nel cercare di rinfrescarmi la memoria. “Dai, quello piccoletto, pallocchetto, tutto riccio… Coso, no?”

Il gioco mi diverte, comincio a fargli domande: “e tu abiti sempre a…”. “Si, nun me so mai mosso, sto sempre co’ mamma”. “Se non sbaglio avevi una sorella…”. “S’è sposata, c’ha du fiji grandi, du’ stronzi che nun te dico….”.

“E come mai da queste parti?”, gli chiedo. “Devo anna’ ‘n farmacia a compra’ le medicine pe’ mamma…”. Pausa. “Anzi, nun è che c’avresti cinque euro, che nun so’ sicuro che i sordi me bastano…”. Mi guarda per capire se il gioco ha funzionato, regalandomi un altro sorriso sdentato.

“Certo, figurati. Con te non ci sono problemi”. Tiro fuori la banconota e gliela allungo. “Oh, guarda che la prossima volta te li ridò”, mi dice allontanandosi. “E che nun lo so? Ciao Coso, se vedemo”  

 

Pubblicato il 23/6/2013 alle 9.53 nella rubrica diario.

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